A Lampedusa con studenti e rifugiati, per scrivere un futuro diverso

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Anche quest’anno, ci siamo ritrovati sull’isola in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Il racconto dei tre giorni attraverso le foto, i video e le riflessioni degli studenti

Quindici scuole da Italia e Francia, cento studenti, dieci workshop, altrettante associazioni, un concerto, uno spettacolo teatrale, una tavola rotonda, una marcia della memoria, una cerimonia commemorativa in mare. Sono tutti i numeri della quinta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, promossa dal Comitato Tre Ottobre, che si è svolta a Lampedusa dall’1 al 3 ottobre. Tre giorni pieni di incontri, domande e risposte, musica e teatro, risate e lacrime.

Video realizzato dagli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico L. Da Vinci di Foligno

L’esperienza sull’isola è iniziata con la visita al Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo, per proseguire con una serata in Piazza Castello. Qui, gli studenti del Liceo Scientifico e Musicale G. Marconi di Pesaro hanno emozionato il pubblico con musica e parole raccontando la storia vera di Enaiatollah Akbari, attraverso la lettura scenica musicale “Nel mare ci sono i coccodrilli”.

Nella seconda giornata, workshop tematici, improvvisazione rap, giochi di ruolo, laboratori radiofonici hanno guidato gli studenti in un percorso di conoscenza del fenomeno migratorio, presso l’Istituto Omnicomprensivo Luigi Pirandello di Lampedusa. Nel pomeriggio, durante la tavola rotonda “Identità migranti” che si è svolta nell’Aula Consiliare del Comune di Lampedusa e Linosa, sono intervenuti esperti del settore, ONG e Associazioni aderenti. Ma anche Solomon, sopravvissuto alla strage del 3 ottobre 2013, e Abdullahi sbarcato a Lampedusa 10 anni fa e ora cittadino italiano.

La giornata si è conclusa con il concerto dell’artista italo-francese, Sandro Joyeux, accompagnato al basso da Chris Obehi. Un viaggio tra suoni e ritmi africani che ha appassionato giovani e meno giovani.

Il 3 ottobre, a cinque anni di distanza dal naufragio di Lampedusa, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, studenti, sopravvissuti e familiari delle vittime hanno marciato fino alla Porta d’Europa, insieme al sindaco Salvatore Martello. Poi, a bordo di pescherecci, hanno raggiunto il punto esatto in cui l’imbarcazione affondò a poche centinaia di metri dalla costa. Quel giorno, 368 migranti, uomini, donne e bambini, persero la vita.

Oggi più che mai, è importante ricordare le vittime, ma soprattutto continuare a proporre una nuova narrazione sulle migrazioni, innanzitutto riportando i dati corretti. Senza dimenticare che dietro ai numeri ci sono sempre delle storie di vita, come ci hanno ricordato al termine dei tre giorni gli studenti dell’IISS Giorgio Ambrosoli di Roma, una delle scuole presenti quest’anno a Lampedusa.

“Lampedusa non è un semplice viaggio. Lampedusa è un luogo ricco di voci che raccontano storie. Noi ragazzi, ci siamo resi partecipi tendendo le mani, aprendo le orecchie e i nostri cuori. 

È emozionante confrontare i nostri bagagli di vita con le storie di persone che alla nostra età lottavano per la libertà, tra la violenza, la discriminazione, la guerra e tra le pene che nessun essere umano dovrebbe vivere. Ringraziamo il comitato che ci ha aperto gli occhi su un mondo che è raccontato in modi diversi e la maggior parte delle volte in modo sbagliato. Da Oggi, noi ragazzi contribuiremo a non alzare muri ma costruire ponti per il prossimo”.

Sull’Isola, c’erano anche gli studenti del Lycée Léonard da Vinci, Levallois-Perret, alle porte di Parigi. Clara ha voluto raccontarci le sue impressioni, dopo aver partecipato a due dei laboratori in programma: “Rifugiati nel mondo, non solo numeri” a cura di UNHCR e “La tratta di esseri umani” a cura dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. “Sono cosciente della fortuna che ho ed è un peccato che poche persone della nostra età abbiano questa consapevolezza. Sono pochi coloro che agiscono per aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto. La situazione tragica nei Paesi di origine dei migranti dovrebbe spingerci a trovare una soluzione concreta di fronte ad una realtà così complessa”.

Sono tanti gli studenti che hanno inviato messaggi e pensieri al rientro da Lampedusa. Tra loro, i ragazzi del Liceo G. Marconi di Pesaro. “Anche da parte di tutti i nostri studenti e di noi docenti di Pesaro un grande grazie all’organizzazione e a chi continua a fare memoria. È stata un’occasione bella per incontrarci, scambiarci idee, mostrare ai nostri studenti che c’è un intero paese (da nord a sud, in Italia e in Europa) interessato ad accogliere ed integrare. Continuiamo a lavorare insieme senza lasciarci distrarre dal nostro scopo che è costruire un mondo più solidale!”

Tante anche le riflessioni scritte, che abbiamo raccolto come ogni anno al termine dei laboratori. Testi che parlano dei workshop a cui i ragazzi hanno partecipato, ma anche di migrazioni, di accoglienza e del mondo dell’informazione. Ne abbiamo selezionati alcuni che riassumono il senso profondo dell’iniziativa.

“Questo viaggio mi è stato di grande aiuto, è un’esperienza unica. Porto con me un bagaglio di informazioni reali, non solo quelle che i media ci mostrano”. 

“È stato veramente formativo e ricco di spunti di riflessione poiché ci ha permesso di avere una conoscenza molto più vasta e specifica su temi su cui si sa davvero poco o comunque si trattano in maniera superficiale senza sapere effettivamente come sta la realtà delle cose”.

 “Il contatto diretto con il luogo e con le persone riesce ad aprirti la mente e a renderti veramente partecipe e cosciente di ciò che accade, un qualcosa che a noi sembra tanto lontano e sconosciuto ma che in realtà è molto vicino e ci coinvolge tutti”.

“I learned a lot of things about migration, migrants and it was very useful. Now I’ve got another vision of the world and it makes me think”.

“I really feel like, before coming here, I knew nothing about what migrations really were. My interest towards migration has grown for sure, and now I really feel like I was born on the good side of the Mediterranean”.

“Questa esperienza mi ha arricchito molto ed è stata molto utile perché ho capito cosa significa la parola accoglienza”.

“Lampedusa se non la vivi non la comprendi. Lampedusa è accoglienza, integrazione, confronto multiculturale”.

“Alla fine di questa esperienza mi sento fortunato. Perché torno a casa con un bottino di nuove esperienze e nuove idee che mi potranno aiutare in futuro. Ora mi sento di dover raccontare, spiegare il mio viaggio agli altri ragazzi che sono rimasti a casa perché le cose da capire sono molte e non sempre la verità è come viene presentata”.

“Il mio consiglio è di continuare su questa strada, coinvolgendo sempre più persone”.

Solo partendo dai numeri, possiamo fare chiarezza. Solo affiancando ai dati le storie di vita, possiamo raccontare davvero le migrazioni, al di là delle statistiche. Solo attraverso lo scambio reciproco e il confronto, si possono trovare delle soluzioni concrete e durature. Solo continuando ad incontrare i giovani all’interno delle scuole e a Lampedusa, possiamo sensibilizzare sul tema delle migrazioni, contribuire a formare una generazione consapevole e attenta ai bisogni dell’altro e immaginare di scrivere insieme un futuro migliore.

Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato, da vicino e da lontano. Ci vediamo il prossimo anno a Lampedusa e nei prossimi mesi in tante scuole in giro per l’Italia!

Il video del flash mob realizzato dal Comitato Xenia, presso il Liceo G. Galilei di Ancona, per celebrare il 3 ottobre

Il 3 ottobre 2018: All’iniziativa promossa dal Comitato Tre Ottobre con il sostegno del Comune di Lampedusa e Linosa e Rai-Radiotelevisione Italiana, con il contributo dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, e finanziata dall’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, hanno aderito Amnesty International, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), Medici Senza Frontiere, Save the Children, la Comunità di Sant’Egidio e il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e Agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR).

Le scuole che hanno aderito:

Liceo Statale Pasquale Villari – Napoli

IISS Giorgio Ambrosoli – Roma

ISS V. Cardarelli – La Spezia                                     

IIS P. Frisi – Milano

LSM G. Marconi – Pesaro

LSSM O.M. Corbino – Siracusa

IS S. Calvino – G. B. Amico – Trapani

IISS E. Majorana – Gela

ISIS Leonardo Da Vinci – Firenze

ISIS Giovanni Caselli LL Monna Agnese – Siena

ITT Leonardo Da Vinci – Foligno

Istituto Almerico da Schio – Vicenza

Istituto Tecnico Industriale A. Rossi – Vicenza

Lycée Léonard de Vinci, Levallois-Perret, Francia

IISS Caramia – Gigante – Locorotondo Alberobello

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