Un luogo, una memoria – L’Europa per il 3 ottobre

Nel 2025, a dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza si concentra sul tema dell’eredità: un’eredità che non è solo simbolica, ma che si esprime come diritto all’identità, alla memoria e alla giustizia. Il Mediterraneo – oggi divenuto cimitero invisibile – ci chiede di non dimenticare. Di riconoscere, nominare, ricordare.

Per questo nasce l’azione “Un luogo, una memoria”, una proposta rivolta a tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado, in Italia e in Europa, per costruire insieme una mappa corale e visibile della memoria.

Ogni scuola o classe o gruppo di studenti è invitato a scegliere un luogo simbolico della propria città (una piazza, un parco, una scuola, un monumento, un albero, una panchina, un murales…) e a “collocare” simbolicamente lì la memoria del 3 ottobre, realizzando un cartello o uno striscione con una frase significativa (una parola, una dedica, una domanda, una richiesta…) dedicata alla memoria delle persone migranti.

Insieme vogliamo creare una mappa digitale della memoria e dell’accoglienza, che sarà presentata a Lampedusa durante la commemorazione del 3 ottobre 2025.Un gesto semplice, collettivo e potente per dare visibilità a una memoria diffusa, dal basso, portata negli spazi quotidiani, e collegare i territori alla memoria del 3 ottobre e a Lampedusa, creando un ponte simbolico e collettivo.

Cosa chiediamo?

1) Una foto dello striscione/cartello nel luogo scelto, con la presenza (facoltativa ma consigliata) degli studenti.

2) Il nome della scuola e indicazione del luogo;

3) Una testimonianza scritta (max 500 battute) o un breve video (max 30 sec) che racconti perché è stato scelto quel luogo, cosa rappresenta il 3 ottobre e cosa significano per voi memoria e accoglienza.

Come partecipare

1) Realizzate il cartello o l’azione e scattate la foto nel luogo simbolico.

2) Compilate il form online e caricate i materiali entro il 20 settembre 2025: 👉 [LINK AL FORM]

Una proposta educativa aperta

L’iniziativa “Un luogo, una memoria” non è solo un gesto simbolico: è anche un’occasione concreta per approfondire in classe la storia del naufragio del 3 ottobre 2013, i tanti altri naufragi avvenuti nel Mediterraneo e le complesse tematiche legate alle migrazioni contemporanee. In allegato abbiamo inserito come spunto una scheda sintetica dei naufragi del 3 ottobre 2013 a Lampedusa, dell’11 ottobre 2013 a sud di Lampedusa (zona SAR maltese), del 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia.I docenti sono incoraggiati a costruire attorno a questa azione un breve percorso di riflessione storica, civica ed etica, per restituire pienamente il significato di ciò che verrà rappresentato e fotografato.

Cosa succede poi...

I materiali raccolti (foto, nome della scuola e luogo scelto, eventuale video o breve testimonianza) andranno a comporre una mappa digitale nazionale ed europea della memoria e dell’accoglienza. Durante gli eventi della XII Giornata della Memoria e dell'Accoglienza a Lampedusa tra il 30 settembre e il 3 ottobre 2025 sarà presentato un momento collettivo in cui verrà mostrata la mappa interattiva dei luoghi e delle voci, una memoria diffusa che sarà stata capace di unire tutta l’Europa a Lampedusa.

Schede Naufragi – Comitato 3 Ottobre

Naufragio del 3 ottobre 2013 – Lampedusa

Data: 3 ottobre 2013

Luogo: A circa 800 metri dalla costa di Lampedusa, nei pressi dell'Isola dei Conigli

Persone a bordo: Circa 545, in gran parte di nazionalità eritrea e somala

Vittime: 368 accertate

Sopravvissuti: 155

Cause: Sovraffollamento; Incendio a bordo; Ritardo nei soccorsi

Conseguenze: Il governo italiano proclama il lutto nazionale; Nascita dell’Operazione Mare Nostrum; Istituzione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza su proposta del Comitato 3 ottobre (Legge 45/2016)

Procedimenti penali: Il capitano dell'imbarcazione, Khaled Ben-salam, è stato condannato a 18 anni per omicidio colposo plurimo. Il somalo Mouhamud Elmi Muhidin, uno degli organizzatori del viaggio, è stato condannato a 30 anni. Alcuni membri dell'equipaggio del peschereccio Aristeus sono stati condannati per omissione di soccorso.

Naufragio dell’11 ottobre 2013 – a sud di Lampedusa (zona SAR maltese)

Data: 11 ottobre 2013

Luogo: Circa 60 km a sud di Lampedusa, in zona SAR maltese

Persone a bordo: Circa 400, principalmente siriani e palestinesi

Vittime: Circa 268, tra cui oltre 60 bambini

Sopravvissuti: 212

Cause: Mancata risposta tempestiva da parte delle autorità italiane e maltesi; Ritardi nei soccorsi nonostante le numerose richieste di aiuto

Conseguenze: Il caso è oggetto di indagini giudiziarie e procedimenti presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; Denunce di inadempienza da parte degli Stati coinvolti

Procedimenti penali: Il Tribunale di Roma ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. La sentenza ha però riconosciuto l’astratta configurabilità dei reati contestati, indicando gravi responsabilità delle autorità italiane.

Naufragio del 18 aprile 2015 – Canale di Sicilia

Data: 18 aprile 2015

Luogo: A circa 96 km dalle coste libiche

Persone a bordo: Circa 1.100

Vittime: Oltre 1000

Sopravvissuti: 28

Cause: Sovraffollamento estremo; Spostamenti a bordo durante le operazioni di salvataggio; Condizioni meteorologiche e instabilità dell’imbarcazione

Conseguenze: Considerato il più grave naufragio nel Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale; Convocazione di un vertice straordinario UE; Nascita di EUNAVFOR MED – Operazione Sophia

Procedimenti penali: Mohammed Alì Malek, tunisino, è stato condannato a 18 anni. Mahmud Bikhit, siriano, a 5 anni per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Note: Il relitto è stato recuperato nel 2016 e collocato ad Augusta (Siracusa).

Nota importante sui procedimenti penali

I procedimenti giudiziari citati si riferiscono a persone arrestate in seguito ai naufragi. Tuttavia, è importante ricordare che in molti casi i veri trafficanti restano non identificati o impuniti, mentre coloro che vengono arrestati e condannati sono spesso persone costrette a collaborare durante il viaggio, talvolta in cambio di uno “sconto” sul prezzo della traversata o spinte da necessità.

Queste condanne, pur legalmente fondate, non sempre riflettono le reali responsabilità nella catena del traffico di esseri umani, e vanno lette in un contesto più ampio, che tenga conto delle dinamiche migratorie e delle disuguaglianze di potere in gioco.