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Welcome Europe: il racconto delle giornate a Lampedusa

In occasione della nona “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” il Comitato 3 ottobre ha portato a Lampedusa oltre 300 studenti e 75 professori da tutta Europa, nell’iniziativa “WELCOME EUROPE”, realizzata all’interno del Progetto Fami “Porte d’Europa 2020/2021”. Come ogni anno la commemorazione del 3 ottobre, “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, è stata preceduta da intense giornate di tavole rotonde, eventi e momenti di formazioni legati al tema della migrazione, in tutte le sue sfaccettature.

Venerdì 30 settembre si è inaugurata l’apertura degli eventi con due workshop a cura di Here to support – City Rights United e Obama Leaders Europe 2022, con focus particolare sul tema del doppio standard e della narrazione mediatica sul tema della migrazione.  Nel tardo pomeriggio, dopo un primo momento di saluti istituzionali seguito dall’incontro con insegnati e ragazz* provenienti dalle scuole italiane ed europee, la scena è passata interamente agli studenti. A partire dallo slideshow dei progetti vincitori del concorso “L’Europa inizia a Lampedusa” fino ad arrivare alla tavola rotonda “Siamo sulla stessa barca? Protezione e accoglienza”, la parola è passata ai giovan*, per discutere sul doppio standard attraverso il loro sguardo.

La serata del 30 settembre si è quindi conclusa con il musical “Sotto lo stesso cielo” a cura degli student* del Liceo Scientifico, musicale e coreutico G. Marconi di Pesaro. Una rappresentazione teatrale davvero emozionante, che, con grande sensibilità, mette in scena la tragedia della notte del 3 ottobre, attraverso il racconto e le parole di Vito Fiorino – una delle persone che quella notte salvò più di 40 migranti.

La giornata di Sabato 1° ottobre è partita dalla mattina con i laboratori svolti presso l’Istituto Omnicomprensivo “Luigi Pirandello”. Più di venti organizzazioni impegnate sul tema della migrazione, tra cui ONG e agenzie ONU, sono state invitate sull’Isola di Lampedusa, per dedicare dei momenti di formazione agli studenti e alle studentesse coinvolti dal Comitato 3 Ottobre. I temi affrontati sono stati molti: dalla cittadinanza al razzismo, dal flusso migratorio alle politiche europee, nel tentativo di offrire panoramiche e approfondimenti su un argomento così complesso come quello della migrazione.

Nel pomeriggio di sabato si è svolta la seconda tavola rotonda in programma, con focus specifico sul tema dell’accoglienza a doppio standard. A partire dal segretario generale del Comitato 3 Ottobre Fernando Vasco Chironda, abbiamo avuto l’onore di ospitare la giornalista Nancy Porsia, Domenec Devesa della commissione per gli affari costituzionali del Parlamento europeo e Angela Caponnetto, giornalista per RaiNews24; moderati dalla docente del “Liceo Marconi di Pesaro Paola Fraternale Meloni.

Il momento finale della serata è stato preceduto dal racconto sul Museo della Fiducia e del dialogo per il Mediterraneo, a cura di Noemi Bellici del Comitato 3 Ottobre, che ha infine passato il microfono al cantante  Lello Analfino con Tinturia e al sound del rapper Tommy Kuti.

Durante la mattinata di domenica 2 ottobre si sono svolte altre due sessioni di workshop: un turno sempre dedicato agli student*, divisi tra i vari laboratori presenti, e l’altro rivolto ai docenti, a cura del Comitato 3 Ottobre, e dedicato all’elaborazione e alla condivisione di buone pratiche in favore di comunità educative inclusive e multiculturali. Nel pomeriggio, in avvicinamento alla “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, si è svolto l’incontro con le persone sopravvissute ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2012. Un momento difficile ma anche molto prezioso poiché ha messo in dialogo student* con i sopravvissuti e parenti delle vittime, che hanno avuto la forza di condividere alcuni ricordi della notte del naufragio del 3 ottobre. È stato un momento unico, un’occasione rara per uscire dalle narrazioni mediatiche e capire davvero cosa significa migrare e sopravvivere a un’odissea spesso fatale. Durante l’incontro la parola è passata anche ai pescatori Vito e Costantino, che nella mattina del 3 Ottobre 2013 erano in mare nei loro pescherecci. I due hanno raccontato agli student* alcune vicende di quella notte. Dalla complessità del salvataggio al mancato supporto da parte delle autorità, fino ad arrivare al legame indissolubile che, dopo quella notte, si è poi creato con i sopravvissuti.

Dopo un breve momento di pausa, necessario anche per elaborare la complessità e la densità dei temi che si stanno affrontati durante le giornate, nel tardo pomeriggio si è svolta l’ultima tavola rotonda in programma. Tra gli ospiti che abbiamo avuto il piacere di ospitare la vice rappresentante UNHCR Anna Leer, il vicepresidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo Pietro Bartolo, la country coordinator di UNICEF in Italia Sarah Martelli, moderati dalla giornalista de Il Redattore Sociale Eleonora Camilli. Al centro del dibattito è stata portata avanti una riflessione critica sulle politiche europee e sulle conseguenti sfide dell’azione umanitaria.

La serata del 2 ottobre è stata aperta con lo slideshow dal titolo “Oltre quel confine è la mia casa”, a cura del giornalista e documentarista Shafiur Raman. Curatore dell’omonima mostra fotografica allestita nelle sale del Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo, Raman ha raccontato attraverso le immagini scattate da rifugiati in Bangladesh, le condizioni di abbandono ed esclusione che condizionano la vita dei Rohingya. Dopo di che si è passato il microfono agli artisti musicali con Malika Ayane – ospitata grazie alla collaborazione con Amnesty International. La serata si è conclusa con Sandro Joyeux, come da appuntamento annuale, che ha intrattenuto gli student* sulle travolgenti note della sua voce e chitarra.

Lunedì 3 ottobre si è celebrata la nona “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, con il direttore Generale, USR Sicilia, Giuseppe Pierro e il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino. La marcia di quest’anno, da Piazza Castello alla Porta d’Europa, abbiamo voluto fosse guidata dalla frase “protect people not borders”; parole che riassumono i principi per cui il Comitato 3 Ottobre si batte da quasi dieci anni ormai.

Arrivati alla Porta d’Europa sono seguiti gli interventi delle figure istituzionali presenti, accompagnati da un momento di silenzio e di preghiera dell’imam di Catania e presidente della Comunità islamica di Sicilia Kheit Abdelhafid, e del Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Agrigento don Giuseppe Cumbo. Dopo gli interventi di alcuni dei sopravvissuti al naufragio sono stati recitati i nomi delle vittime del 3 ottobre sulle note di “La cura” di Franco Battiato, cantata da uno studente del Liceo Marconi di Pesaro; un momento davvero denso di emozioni.

Dopo la marcia è seguita la cerimonia in mare, con la deposizione della corona di fiori, alla presenza delle Autorità e Istituzioni e con il supporto delle vedette della Guardia Costiera e Guardia di Finanza, e di alcune imbarcazioni di pescatori.

Infine, nel tardo pomeriggio, presso il Santuario della Madonna di Porto Salvo. Promossa da Parrocchia di San Gerlando di Lampedusa, si è svolto un ultimo momento di commemorazione interreligiosa, promossa dalla Parrocchia di San Gerlando di Lampedusa e che ha visto coinvolte l’Arcidiocesi di Agrigento, l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia con la partecipazione della Chiesa Anglicana d’Inghilterra e delle Unione delle Comunità islamiche d’Italia.

Il 3 ottobre è stato, come ogni anno, un giorno di lutto e memoria collettiva. Sono passati nove anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, dove 368 persone morirono, poco lontane dalla costa di Lampedusa. Ogni anno risulta ancora più importante commemorare e ricordare le vittime del naufragio e di tutte le persone che, nel silenzio delle istituzioni, continuano – ogni giorno – a perdere la vita nel mediterraneo. Dal 2013 ad oggi nel Mar Mediterraneo hanno perso la vita oltre 25.000 persone. Oltre 25.000 persone tra cui uomini, donne e bambini, con storie, legami, sogni. Per questo motivo è urgente, necessario e fondamentale ricordare: Protect people, not borders. Proteggiamo le persone, non i confini.

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