In Dimmi

Due città, 24 migranti, 2 formatori, 16 incontri, 200 studenti, 4 eventi di Biblioteca vivente, un evento conclusivo a Lampedusa. Sono tutti i numeri del progetto, DIMMI Storie da sfogliare, in partenza in queste settimane. Una proposta laboratoriale del Comitato Tre Ottobre, inserita nell’ambito di un progetto più ampio, DIMMI di Storie Migranti, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), promosso dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e implementato da Un Ponte Per…, insieme ad una rete di 47 organizzazioni partner, tra cui il Comitato Tre Ottobre.

Il punto di partenza Il progetto di portata nazionale, che si svolgerà in diverse Regioni italiane, nasce con l’obiettivo di superare gli stereotipi e le semplificazioni sul tema delle migrazioni, ripartendo dal racconto di sé e dall’ascolto dell’Altro, favorendo al tempo stesso la raccolta e la conservazione di storie. In questo senso, si pone in continuità con DiMMi – Diari Multimediali Migranti, sostenuto fin dal 2012 dalla Regione Toscana e promosso dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale per la conservazione delle memorie popolari e collettive.

Partendo da questi obiettivi condivisi, il progetto DIMMI Storie da sfogliare sarà portato avanti dal Comitato Tre Ottobre nelle Marche e in Emilia Romagna. Coinvolgerà migranti, rifugiati, richiedenti asilo, studenti e insegnanti, facilitando l’incontro reciproco e il dialogo, senza filtri né intermediazioni, attraverso una serie di attività basate sulla metodologia della Biblioteca Vivente. L’obiettivo è promuovere una visione più equilibrata della diversità e una migliore conoscenza sui temi della migrazione, dell’accoglienza e dell’integrazione.

Le fasi del progetto La prima fase del progetto, in programma da ottobre ad aprile 2019, prevede un percorso di auto-narrazione rivolto a persone migranti ospiti dei centri di accoglienza o frequentanti centri interculturali di aggregazione socio-culturale. Guidati da formatori e mediatori culturali, le persone avranno la possibilità di incontrarsi, esprimersi liberamente e raccontare le loro esperienze di vita, ricorrendo a diversi linguaggi comunicativi. Al termine di questo lento processo di conoscenza di sé e auto-narrazione, i migranti potranno far conoscere al pubblico la propria storia, il proprio bagaglio socio-culturale e la propria identità.

La seconda fase del progetto, da sviluppare tra maggio e giugno 2019, prevede infatti degli incontri diretti tra studenti e migranti, nel corso di alcuni eventi di Biblioteca vivente. Riconosciuta dal Consiglio d’Europa come buona prassi tra le attività di dialogo interculturale, la Biblioteca vivente, da una parte, darà voce ai migranti, rifugiati e richiedenti asilo, troppo spesso ridotti a semplice oggetto della narrazione, ma in realtà protagonisti attivi del processo di integrazione. Dall’altra, permetterà ai giovani studenti dei Licei di avvicinarsi alle storie di vita e accrescere la propria consapevolezza sul tema delle migrazioni. Lo stesso strumento sarà utilizzato anche a Lampedusa, durante l’evento conclusivo del progetto, presso il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo.

“Far conoscere raccontando”Se è vero che ogni persona ha una storia da raccontare, solo dedicando del tempo all’ascolto di quella storia si può arrivare a conoscere davvero l’Altro. Ma questo incontro reciproco presuppone la volontà di mettersi in gioco. In questo senso, DIMMI Storie da sfogliare rappresenta una doppia sfida: per i migranti che condivideranno esperienze di vita e di viaggio, storie di resilienza, desideri e ambizioni future; per gli studenti che ascolteranno le testimonianze, sfidando i pregiudizi e affrontando le proprie paure. Il compito del Comitato Tre Ottobre sarà quello di favorire questa conoscenza reciproca e sviluppare nei cittadini la capacità di ascolto. Il progetto rientra nelle attività di sensibilizzazione che il Comitato Tre Ottobre porta avanti fin dalla sua nascita, per fare in modo che i termini inclusione e integrazione non rimangano soltanto delle parole vuote.

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