In Dimmi

Emilia-Romagna e Marche, Bologna e Osimo. Un progetto, Dimmi Storie da sfogliare, realizzato nell’ambito del progetto DIMMI di Storie Migranti, che nella sua fase iniziale coinvolge richiedenti asilo, titolari di protezione umanitaria, rifugiati e che è possibile realizzare grazie alla collaborazione con diversi partner locali e associazioni.

Abbiamo intervistato Jasmine Joelle Tsimi Abega, presidentessa dell’associazione Migrabo LGBTI, partner del Comitato Tre Ottobre a Bologna, e Laura Nanni, coordinatrice del progetto Sprar Orizzonti, gestito dal Gruppo Umana Solidarietà, nostro partner ad Osimo. Due conversazioni per capire quali sono le difficoltà principali da affrontare nelle varie fasi dell’accoglienza e per comprendere meglio le ragioni della loro adesione al progetto.

Bologna – Migrabo LGBTI

Supportare nella procedura per la richiesta di asilo e nel processo di integrazione i richiedenti asilo che sono fuggiti dal loro Paese per motivi legati all’orientamento sessuale e lavorare sui temi LGBTI connessi alle seconde generazioni in Italia. Sono questi gli obiettivi principali di Migrabo LGBTI, un’associazione nata nel 2012 da un gruppo di cinque persone, sensibili alle tematiche LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali) legate alle migrazioni.

Come spiega la presidentessa, Jasmine Joelle Tsimi Abega, “qualche anno fa abbiamo sentito la necessità di creare una rete per parlare tra di noi. Poi, abbiamo iniziato a dare una mano alle piccole cooperative presenti sul territorio. Inizialmente, ci inviavano dei casi da seguire. In un secondo momento, abbiamo iniziato a frequentare dei corsi di formazione per cercare di saperne di più”.

Nel 2012, Migrabo si costituisce ufficialmente come associazione e prosegue nel suo lavoro di ascolto e supporto, seguendo i richiedenti asilo provenienti da Sudamerica, Medio Oriente e Nord Africa. In alcuni casi, le persone entrano in contatto con Migrabo tramite le cooperative che gestiscono l’accoglienza. In altri casi, invece, i richiedenti asilo contattano direttamente l’Associazione su Facebook o per telefono.

In ogni caso, riconoscono Migrabo come una realtà in cui trovare un sostegno concreto e gratuito. Il compito dell’associazione, infatti, è accompagnare i richiedenti asilo nella loro procedura di protezione internazionale per motivi SOGI (sexual orientation – gender identity) e affrontare insieme tutte le difficoltà che vive quotidianamente chi lascia il proprio Paese.

La prima difficoltà è ricostruire la propria storia di vita e il proprio percorso migratorio. “Molti di loro non si confidano. Nella prima fase dell’accoglienza, non raccontano agli operatori il vero motivo della loro partenza. Per loro – spiega Jasmine – non è facile fidarsi della persona a cui raccontano la loro storia. Hanno paura di essere giudicati ed etichettati, soprattutto se provengono da Paesi a maggioranza musulmana. Il fatto di raccontargli la mia esperienza vissuta in prima persona – aggiunge Jasmine, originaria del Camerun e arrivata in Italia per motivi di studio – gli dà il coraggio di parlarmi e di raccontarmi la loro vita, perché riesco a comprendere meglio il loro disagio”.

Complicato è anche assicurare l’inclusione sociale e favorire l’inserimento, non solo nella comunità LGBTI in Italia, ma nella società italiana più in generale. Se inserirsi in una nuova cultura non è facile, il progetto DIMMI Storie da Sfogliare prova a facilitare l’incontro tra culture, partendo dal presupposto che l’integrazione è un processo reciproco che coinvolge le due parti. Sviluppandosi nell’arco di un intero anno, la prima fase del progetto mira a fornire ai richiedenti asilo e titolari di protezione tutti gli strumenti per raccontarsi, ricorrendo a diverse forme espressive. Si tratta di un modo per narrare la propria storia, non senza difficoltà, attraverso l’arte e la parola. La seconda fase prevede un incontro con gli studenti dei licei, ispirato alla metodologia della biblioteca vivente. La terza fase consiste in un evento conclusivo a Lampedusa, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza.

“Quando abbiamo ricevuto questa proposta (di essere partner di progetto, ndr), abbiamo pensato che fosse un buon modo per permettere alle persone di esprimersi e far vedere quali sono le loro competenze. Quello che creano – prosegue Jasmine – esprime il loro pensiero. L’arte riflette la nostra immaginazione, quello che desideriamo. Ci fa evadere, ci permette di modellare i nostri pensieri, di comunicare quello che non riusciamo ad esprimere a parole”.

E per coinvolgere i ragazzi, Jasmine ha deciso di partecipare in prima persona ai laboratori, “per dare l’esempio”. A Bologna, il progetto DIMMI Storie da Sfogliare è realizzato insieme al partner Migrabo LGBTI e in collaborazione con la cooperativa sociale Lai-Momo. Gli spazi sono quelli messi a disposizione dall’associazione culturale Cantieri Meticci.

Osimo – Il GUS e il progetto Sprar “Orizzonti”

Accoglienza diffusa, supporto legale, servizi socio sanitari, alfabetizzazione, servizi per l’integrazione intesi come formazione, avviamento al lavoro e ricerca lavoro. Sono queste le attività principali che il Gruppo Umana Solidarietà, partner del Comitato Tre Ottobre ad Osimo, porta avanti nell’ambito del progetto Sprar “Orizzonti”.

Il Gruppo Umana Solidarietà, un’organizzazione non governativa nata nel 1993, si occupa di cooperazione, realizzando progetti di sviluppo e interventi di emergenza in Africa, America Latina e Asia, oltre che di integrazione, formazione e volontariato. In Italia, il GUS è impegnato in progetti di accoglienza e sostegno a rifugiati, richiedenti asilo, migranti, attraverso interventi di prima e seconda accoglienza. Ne è un esempio il progetto “Orizzonti”, attivo dall’estate del 2016, che vede la partecipazione del Comune come ente titolare e del Gus come ente gestore, all’interno del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (sistema Sprar).

Una modalità di accoglienza pensata per gestire piccoli numeri e garantire così un’integrazione migliore. “Al momento – spiega Laura Nanni, coordinatrice del progetto Sprar Orizzonti –  sono coinvolti 13 beneficiari, tra cui 2 richiedenti asilo, 2 rifugiati, e 9 titolari di protezione umanitaria”. Ragazzi che vivono in appartamenti condivisi e che gestiscono autonomamente gli spazi individuali e comuni, con il supporto degli operatori.

Trattandosi di un progetto di seconda accoglienza, “fin dall’inizio – precisa Laura – i beneficiari sono stati titolari di protezione, persone che avevano già superato la fase della valutazione in Commissione, o che comunque erano richiedenti asilo ricorrenti. Quindi – prosegue – i nostri servizi legali si concentrano sull’informativa sui diritti, sul rinnovo del permesso soggiorno, la richiesta di passaporto o di un altro titolo di viaggio e su questioni legate alla residenza”.

Superata, quindi, la fase del riconoscimento della protezione internazionale, per i beneficiari la priorità diventa la ricerca del lavoro. Al di là dei progetti di integrazione standard che vengono proposti dal Gus, “per ogni persona – spiega Laura – viene concordato un programma individualizzato che prevede degli incontri periodici con l’operatore più o meno una volta al mese. Si tratta di colloqui ad hoc, utili per fissare degli obiettivi da raggiungere nel breve periodo e in cui si cerca sempre di definire qual è il supporto che possono dare gli operatori dell’equipe e qual è invece il coinvolgimento diretto della persona. Cerchiamo sempre di stimolare l’emergere di priorità e interessi, dietro ai quali costruire degli interventi”.

In questo senso, il progetto DIMMI Storie da sfogliare, pur non avendo come obiettivo l’inserimento nel mondo del lavoro, può offrire ai beneficiari uno spazio per raccontarsi. “Per quanto si cerchi di definire un programma individuale – commenta Laura – il progetto si inserisce comunque in un sistema ben definito e regolato, in cui raramente le persone hanno libero spazio per parlare. Ci incuriosiva – conclude – l’idea di dare spazio alla parola e di dare una possibilità alle persone di raccontare la propria esperienza, colma di criticità”.

 

Il progetto – Il progetto DIMMI Storie da Sfogliare si inserisce nell’ambito del progetto DIMMI di Storie Migranti, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), promosso dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e implementato da Un Ponte Per…

Recommended Posts