Questo 2023 per me personalmente e per tutto il Comitato 3 ottobre è stato un anno denso di significato. Come sapete, il 3 ottobre è ricorso il decennale del naufragio che nel 2013 a largo della costa di Lampedusa vide morire 368 persone.

Erano uomini, donne, bambini. I superstiti furono 155. Otto giorni dopo un altro peschereccio affondò a circa 60 miglia dall’Italia, dopo che per ore aveva chiesto invano aiuto mentre le autorità italiane e maltesi si rimpallavano il compito di mandare mezzi di soccorso. Sopravvissero 212 persone, 26 le salme recuperate mentre si stima che i dispersi furono 268 tra i quali 60 bambini: nei titoli dei giornali fu chiamato “il naufragio dei bambini”. Due tragedie che suscitarono commozione. “Mai più” fu la promessa di istituzioni italiane e europee.

Sono passati dieci anni da questi due naufragi. Dieci anni in cui sono morte altre 27 mila persone nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. E come uomo, come Presidente del Comitato 3 ottobre, continuo a farmi e vorrei che continuaste a farvela anche voi questa domanda:

Come è possibile che ancora oggi si verifichino naufragi con centinaia di morti, con rimpalli di responsabilità e promesse quasi sempre disattese? Come è possibile che la commozione di dieci anni fa si sia trasformata in indifferenza verso chi fugge da guerre e persecuzioni?

continua…

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