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Le vittime del mare hanno trovato una degna sepoltura: terminati i lavori al cimitero di Sciacca

COMUNICATO STAMPA

LE VITTIME DEL MARE HANNO TROVATO UNA DEGNA SEPOLTURA: 

TERMINATI I LAVORI AL CIMITERO DI SCIACCA

DEPOSIZIONE DI UNA CORONA DI FIORI E COMMEMORAZIONE 

venerdì 29 aprile 2022   ore 10.30

Via Cava dei Tirreni 3, Sciacca (AG)

 

Roma/ Sciacca, 27 aprile 2022

L’amministrazione comunale di Sciacca, comune siciliano in provincia di Agrigento, ha terminato i lavori, iniziati nel febbraio 2022, per dare degna sepoltura a 19 persone, vittime del mare. L’amministrazione comunale ha dato così una degna sepoltura a tutti quelle persone senza nome che hanno trovato la morte nel Mediterraneo nel disperato tentativo di raggiungere la nostra penisola.  I tecnici del Comune di Sciacca in poco tempo hanno concluso il progetto, il Sindaco Francesca Valenti dichiara” Un atto dovuto, un impegno mantenuto. Il giusto decoro in ricordo di chi è morto alla ricerca della libertà”. 

Venerdì 29 aprile 2022 alle ore 10.30 avrà luogo una commemorazione, con la deposizione di una corona di fiori, presso il cimitero di Sciacca alla presenza delle autorità comunali e di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre. 

Tareke Brhane, dichiara: “Grazie all’impegno del Comitato 3 ottobre e alla fattiva collaborazione e all’impegno dell’amministrazione comunale di Sciacca è stata eliminata – di fatto –  la disumanità di quei corpi, senza volto e senza nome, sepolti con un semplice numero in loculi anonimi e spesso fatiscenti, che cancellano ogni identità, ogni ricordo e ogni possibile riferimento per i loro familiari”.

 Il Comitato 3 ottobre è impegnato regolarmente da anni nel tentativo di dare un nome alle numerose vittime delle stragi in mare e a dare loro una degna sepoltura. Dice Tareke Brhane: “La nostra battaglia è per dare un nome e una degna sepoltura alle vittime. Negare, infatti, questo diritto è contro ogni principio di umanità. Ogni persona ha diritto a una degna sepoltura così come i familiari hanno diritto di avere un luogo in cui ricordare e piangere i propri cari. Spesso, però, davanti alle tragedie delle persone migranti, l’idea dell’esistenza dei diritti umani sembra essere messa da parte. Col risultato di negare nei fatti l’universalità dei diritti fondamentali. Noi del Comitato 3 ottobre siamo fermamente convinti che questa sia una battaglia da fare, è una questione di civiltà. Proviamo a pensare se in fondo al mare ci fossero le persone a noi care. Per noi del Comitato 3 ottobre – continua Brhane, essere qui insieme all’amministrazione saccense a commemorare queste vittime è un piccolo passo avanti per tutte quelle persone che ancora oggi non hanno avuto una degna sepoltura. Un messaggio di speranza e di impegno civile, un segnale che molto si può e si deve fare “.   

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