Storie di sopravvissuti ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013, raccolte negli anni successivi. Le informazioni si riferiscono al momento dell’intervista.
Le famiglie che cercano ancora
Senza una tomba
Refaat e Feryal
Siriani, sono sopravvissuti al naufragio dell’11 ottobre 2013 con il figlio Anas. Hanno perso gli altri due figli, Mohammad, 9 anni, e Ahmed, 13. Refaat ha fatto il test del DNA con il LABANOF, ma il suo profilo non corrisponde a nessuno dei corpi recuperati. Mohammad e Ahmed potrebbero essere sepolti senza nome in un cimitero siciliano. Oggi la famiglia vive ad Amburgo.
Aster
È la moglie di Yoannes, morto nel naufragio del 3 ottobre 2013. Il suo corpo non è mai stato identificato. Aster lo ha saputo da un trafficante, in un campo profughi in Sudan. Dal 2016 vive in Svezia con i tre figli e lavora in una casa di riposo. Vuole dare al marito una sepoltura.
Wahid Yussed
Siriano, dirigeva il reparto di pneumologia di un ospedale in Libia. Nel naufragio dell’11 ottobre 2013 ha perso le quattro figlie: Randa, Sherihan, Nurhan e Christina, di 10, 8, 5 e quasi 2 anni. I loro corpi non sono mai stati trovati. Dopo sette anni in Svizzera, oggi vive a Duisburg, in Germania, con la moglie, anche lei sopravvissuta, e le due figlie nate dopo.
Le vite dopo il 3 ottobre
Ricominciare
Adal
È stato il primo naufrago ad arrivare a Lampedusa e il primo a ricostruire i nomi delle vittime. Nel naufragio ha perso suo fratello. Vive a Stoccolma.
Fanus
Aveva 16 anni. È stata l’unica a riconoscere lo scafista e a denunciarlo. Oggi vive in Svezia, ha tre figli e vuole diventare cuoca.
Solomon
In Libia è stato rapito: suo fratello ha pagato 5.000 dollari per liberarlo. Oggi vive ad Avesta, in Svezia, lavora nei trasporti, è sposato e ha un figlio.
Kebrat
I soccorritori l’avevano adagiata sul molo Favaloro, accanto ai morti. Poi ha vomitato acqua e nafta: era viva. Oggi vive vicino a Stoccolma con il compagno e i tre figli.
Mullè
Vive a Stoccolma.
«Il viaggio sulla barca non lo rifarei mai. Davanti al mare di Lampedusa piango per chi è morto, e sorrido perché mi sento rinato.»
— Mullè
«Poco prima che il nostro peschereccio affondasse, due barche si sono avvicinate. Una se n’è andata subito, l’altra ha fatto un giro attorno a noi e poi si è allontanata. Perché non ci hanno aiutati?»
— Mullè
Abraham
Vive a Høyanger, in Norvegia. A chi è rimasto in Eritrea dice: «Non venite con il barcone. Non fatelo».
«Ho visto morire mia cugina davanti ai miei occhi, ho visto affogare i miei amici. Oggi dico che non lo so più se ne è valsa davvero la pena.»
— Abraham
Kokob
Aveva 13 anni. Cinque suoi compagni di viaggio sono morti davanti all’Isola dei Conigli. In Svezia vive con Cristian, che è diventato per lui un padre. Kokob, in tigrino, vuol dire stella.
«Quando spengo la luce in camera mia, vedo ancora loro.»
— Kokob
Temesgen
Mentre la corrente lo trascinava via, pregava la Madonna: «È stata lei a guidare la mano che mi ha ripescato». Oggi vive a Bergen, in Norvegia, e lavora come carpentiere. Temesgen significa «grazie a Dio».
Gere
«In Svezia mi sento abbastanza integrato, anche se devo ancora migliorare la lingua. Alla fine noi eritrei ci frequentiamo solo tra di noi. Gli svedesi ci trattano bene, ma sanno mantenere le distanze.»
Alex
Nel naufragio ha perso il suo migliore amico e non ha più parlato di quella notte. Vive nei Paesi Bassi con la moglie e la figlia.
Continua a leggere
Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre
Ogni persona ha diritto a un nome, anche dopo la morte. Dal naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa lavoriamo […]
Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo
Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.
Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia
Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.
Caltagirone: l’identificazione di Weldu Robel
A Sciacca il Comitato ha fermato lo svuotamento dei loculi. Oggi la tomba di Weldu Robel ha di nuovo il suo nome.
Bompensiere: l’esumazione della vittima 186
A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.
Sepolture senza nome in Italia: i risultati del censimento
3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.
senzaNome – Documentario
Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…