Nel cimitero di Caltagirone, in provincia di Agrigento, sono sepolte 17 persone morte nei naufragi. Tra loro ci sono vittime del 3 ottobre 2013.

Con gli anni il cimitero ha esaurito gli spazi e le concessioni sono scadute. Alcuni resti stavano per essere spostati nell’ossario comune, senza che le famiglie o le associazioni fossero avvisate. Il Comitato 3 ottobre è intervenuto insieme all’amministrazione comunale. Ha fermato lo svuotamento dei loculi e ha avviato un progetto per dare una sistemazione stabile alle 17 salme.

Persone in gruppo davanti a una tomba con cartelli che recitano "Non siamo numeri!", in un cimitero con fiori e bandiere.
Cerimonia per la Lapide di Weldu Robel, 7 maggio 2024, Caltagirone, Sicilia

Un nome ritrovato

Weldu Robel

Tra quei corpi c’era Weldu Robel, eritreo, nato il 14 febbraio 1986 e morto a 27 anni nel naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Era registrato con una sigla. Grazie ai campioni di DNA raccolti dai suoi familiari, è stato identificato.

La lapide di Weldu Robel nel cimitero di Sciacca
Il 7 maggio 2024, in una cerimonia pubblica, viene svelata la nuova lapide con nome di Weldu Robel a Caltagirone, Sicilia

Oggi sulla sua tomba ci sono il suo nome e la sua foto. Dopo oltre dieci anni, la sua famiglia sa dove è sepolto.

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