Il diritto al nome: l’impegno del Comitato 3 ottobre
Ogni persona ha diritto a un nome, anche dopo la morte. Dal naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa lavoriamo perché le persone morte lungo le rotte migratorie siano identificate e perché le loro famiglie sappiano dove sono sepolte.

I numeri
Un lavoro che si può contare
3.783
sepolture di persone migranti censite in Italia, 2013–2025
311
comuni mappati in 9 regioni
65+
famiglie accompagnate nel 2025
8
persone identificate nel 2026
Migliaia di persone morte in mare sono sepolte in Italia senza nome. Nei registri dei cimiteri sono solo una sigla o un numero.
Le loro famiglie, spesso in altri paesi, non sanno se sono vive o morte, né dove sono sepolte. L’anonimato ha anche conseguenze pratiche: senza un certificato di morte, la vita di chi resta si blocca. I figli, ad esempio, non possono ereditare, ricevere sussidi o completare pratiche di studio e cittadinanza, mentre le mogli non possono dimostrare di essere vedove. Non possono risposarsi e a volte perdono la tutela dei figli o l’accesso ai programmi di reinsediamento.
Gli strumenti scientifici per identificare i corpi esistono. Manca un sistema pubblico che li usi in modo coordinato: in Italia non c’è un registro nazionale delle sepolture di persone non identificate, e in Europa i dati dei singoli Stati non vengono confrontati tra loro.

Cosa facciamo
Il nostro lavoro in quattro fasi
01
Raggiungere
Cerchiamo le famiglie in più paesi, con mediatori linguistici, e ricostruiamo la storia della persona scomparsa.
02
Raccogliere
Intervistiamo i familiari e raccogliamo foto, documenti, segni particolari e, con il loro consenso, un campione di saliva per il DNA.
03
Confrontare
I dati delle famiglie vengono confrontati con quelli ricavati dai corpi, con gli archivi giudiziari e con le informazioni sulle sepolture.
04
Restituire
Comunichiamo l’identificazione alla famiglia, la accompagniamo e, quando è possibile, organizziamo una sepoltura con il nome.
Con il LABANOF
Lavoriamo sulla base di un protocollo d’intesa con il Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse e con il LABANOF, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano diretto da Cristina Cattaneo.
Dati post mortem
Medici e antropologi studiano i resti, documentano segni particolari, vestiti e oggetti personali ed estraggono il DNA da ossa o denti.
Dati ante mortem
Dalle famiglie raccogliamo foto, eventuali cartelle cliniche o dentistiche, descrizioni di cicatrici, tatuaggi o fratture e un tampone salivare.
Una persona viene identificata quando i due profili corrispondono.

Andare dalle famiglie

Molte famiglie non possono venire in Europa: non hanno documenti, soldi o visti. Per questo andiamo noi da loro.
Abbiamo svolto una missione in Uganda, nelle città e nei campi profughi, e una in Etiopia a marzo 2026. Mediatori ed esperti forensi hanno raccolto interviste e campioni di DNA. Senza questi dati, i profili genetici estratti in Italia non avrebbero nulla con cui essere confrontati.
La mappa delle sepolture
311 comuni, 316 cimiteri, 3.783 sepolture
Dopo un naufragio con molti morti, la Prefettura chiede ai Comuni posti nei cimiteri. I corpi vengono distribuiti su molti territori, anche lontani dal luogo dello sbarco. Molti piccoli comuni usano registri cartacei e le tracce si perdono. Alla scadenza delle concessioni, i resti rischiano di finire negli ossari comuni prima che sia stato prelevato il DNA.
Per questo censiamo le sepolture comune per comune: per sapere dove sono sepolte le persone, per chiedere regole uguali in tutti i comuni e per evitare che i corpi vengano spostati prima del prelievo del DNA.

| Regione | Comuni | Cimiteri | Sepolture |
|---|---|---|---|
| Sicilia | 225 | 228 | 3.020 |
| Calabria | 20 | 21 | 519 |
| Puglia | 31 | 31 | 119 |
| Campania | 19 | 19 | 49 |
| Emilia-Romagna | 7 | 8 | 37 |
| Sardegna | 4 | 4 | 29 |
| Veneto | 3 | 3 | 6 |
| Marche | 1 | 1 | 2 |
| Toscana | 1 | 1 | 2 |
| Totale | 311 | 316 | 3.783 |
Fonte: censimento del Comitato 3 ottobre su dati di Prefetture, Comuni e uffici cimiteriali, ottobre 2013 – dicembre 2025. Il 98,8% delle sepolture si trova al Sud e nelle Isole. I dati sono probabilmente una stima per difetto.
Le identità restituite
Nomi, non numeri
Il lavoro del LABANOF e del Comitato ha permesso di identificare persone che erano sepolte in Sicilia con una sigla, come «AM» seguita da un numero. Oggi sulle loro tombe c’è un nome.
Hiwet · Mehari · Danayt · Huruy · Genet · Tesfazgi · Mihret · Yordanos

Dopo il naufragio: le storie dei testimoni → Chi è sopravvissuto ai naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013 e chi cerca ancora i propri cari.
Cosa chiediamo all’Europa
Una banca dati europea del DNA
In Europa non esiste un sistema comune per contare e identificare le persone morte lungo le rotte migratorie. Chiediamo una banca dati europea del DNA, sicura e condivisa tra gli Stati. Leggi le nostre quattro richieste →
Petizione europea
Chiediamo all’Unione europea una banca dati del DNA per dare un nome alle vittime delle migrazioni.
Il documentario
senzaNome
Un film di 40 minuti sul lavoro per dare un nome alle persone morte nel Mediterraneo: i laboratori, i cimiteri, le famiglie in Italia, Grecia, Marocco e Uganda.
Italiano, arabo, inglese · 2025
Per richiederlo e organizzare una proiezione: comunicazione@comitatotreottobre.it
Per approfondire
Letture e documenti
Libri
- Cristina Cattaneo, Naufraghi senza volto, Raffaello Cortina, 2018
- Alessandro Leogrande, Il naufragio, Feltrinelli, 2011
- Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli, Baldini Castoldi Dalai, 2010
- Stefano Liberti, A sud di Lampedusa, minimum fax, 2008
Documenti internazionali
- CICR, Missing People, DNA Analysis and Identification of Human Remains
- CICR, Guidelines on the Search of Missing Migrants
- CICR, Minimum Standard Dataset for the Search of Missing Migrants
- OIM, Missing Migrants Project
Per le scuole: Kit didattico 2024
Il diritto al nome: gli articoli
Una banca dati europea del DNA: cosa chiediamo
Le quattro richieste del Comitato 3 ottobre all’Unione europea per una banca dati del DNA comune tra gli Stati.
Le voci delle famiglie: la missione in Etiopia
Quattro familiari di vittime del naufragio del 3 ottobre 2013 raccontano la loro ricerca e danno il DNA per l’identificazione.
Caltagirone: l’identificazione di Weldu Robel
A Sciacca il Comitato ha fermato lo svuotamento dei loculi. Oggi la tomba di Weldu Robel ha di nuovo il suo nome.
Bompensiere: l’esumazione della vittima 186
A Bompensiere la prima esumazione in Italia fatta solo per identificare una vittima delle migrazioni.
Sepolture senza nome in Italia: i risultati del censimento
3.783 sepolture in 311 comuni: dove sono sepolte in Italia le persone morte nel Mediterraneo e perché è difficile identificarle.
Dopo il naufragio: le storie dei testimoni
Dopo i naufragi del 3 e dell’11 ottobre 2013: dove vivono oggi i sopravvissuti e chi cerca ancora i propri cari.
senzaNome – Documentario
Anno: 2025 | Durata: 40’ | Paese: Italia | Lingua: italiano, arabo, inglese | Scritto e…