Oggi ogni Stato europeo raccoglie e conserva a modo suo i dati sulle persone migranti morte o scomparse. Esistono strumenti di cooperazione internazionale, come I-Familia di INTERPOL, che permette di confrontare il DNA dei familiari con quello di persone non identificate in altri paesi. Manca però un sistema europeo uniforme e obbligatorio dedicato alle vittime delle migrazioni, e senza regole comuni molti dati non vengono mai confrontati.
Il nostro lavoro scientifico e le missioni sul campo servono a colmare questo vuoto, ma non possono sostituire gli Stati. Per questo chiediamo al Parlamento europeo e alla Commissione europea di istituire una banca dati europea del DNA obbligatoria, sicura e condivisa.
Cosa chiediamo
Le nostre quattro richieste
01
Database nazionali con le stesse regole
Ogni Stato membro deve avere un database dei corpi senza nome e delle persone scomparse, costruito con gli stessi standard scientifici.
02
Punti di raccolta sicuri
In ogni paese europeo e nei principali luoghi di transito deve esserci almeno un posto dove le famiglie possono essere intervistate da esperti forensi e dove i loro dati sono conservati in modo protetto.
03
Un’autorità europea
Un ente unico deve avere il compito e il potere di confrontare i dati delle famiglie con quelli dei corpi raccolti nei diversi Stati.
04
Condivisione obbligatoria
Lo scambio di dati genetici tra gli Stati non deve più essere volontario, ma un obbligo previsto dal diritto europeo.
Obbligo per gli Stati, consenso per le famiglie. Le nostre richieste riguardano gli Stati. Per i familiari il prelievo del DNA deve restare volontario, basato sul consenso informato e usato solo per identificare le persone scomparse.
Famiglie, campioni, fascicoli e sepolture si trovano in paesi diversi. Solo un sistema europeo può metterli in relazione.
Petizione europea
Chiediamo all’Unione europea una banca dati del DNA per dare un nome alle vittime delle migrazioni.
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